La mostra "Dove il mondo si spezza", è un percorso realizzato dagli studenti della classe 3E SSPG di Roncone per osservare e comprendere alcune delle fratture che ancora oggi attraversano il nostro pianeta.
Spesso pensiamo al mondo come a un insieme di paesi, popoli e culture collegati tra loro. Tuttavia, esistono luoghi in cui i diritti umani vengono negati, dove la libertà è limitata, dove i conflitti provocano sofferenza e dove nuove divisioni continuano a separare le persone. Attraverso mappe, dati, immagini e testi, abbiamo cercato di raccontare alcune di queste realtà.
Il percorso si apre con alcuni planisferi che mostrano fenomeni diversi ma collegati tra loro: le sparizioni forzate, la libertà di stampa nel mondo, la violenza esplosiva, le nuove potenze economiche emergenti, i muri che dividono popoli e territori e le guerre che ancora oggi colpiscono milioni di persone.
Successivamente, la mostra si concentra su alcuni dei genocidi che hanno segnato il Novecento, eventi che rappresentano alcune delle pagine più tragiche della storia umana. Conoscere questi fatti significa comprendere fino a dove possono arrivare l'odio, l'intolleranza e l'indifferenza.
A conclusione del percorso, l'opera Guernica di Pablo Picasso ci offre una potente riflessione sugli effetti della guerra. Attraverso immagini di dolore, paura e distruzione, il dipinto trasforma un episodio storico in un messaggio universale contro ogni forma di violenza.
Il titolo della mostra, "Dove il mondo si spezza", non vuole soltanto mostrare ciò che non funziona. Vuole anche invitare a riflettere sul nostro ruolo come cittadini del presente e del futuro. Conoscere queste realtà è il primo passo per immaginare un mondo più giusto, libero e capace di costruire ponti invece di muri.
Abbiamo osservato luoghi in cui il mondo si spezza: guerre, genocidi, muri, violazioni dei diritti umani, violenze e limitazioni della libertà. Ma conoscere queste realtà non significa fermarsi alla denuncia o alla tristezza.
Ogni frattura raccontata in questa mostra ci ricorda anche il valore di ciò che spesso diamo per scontato: la libertà, il rispetto delle persone, il diritto di esprimersi, di scegliere e di vivere senza paura.
Per questo abbiamo scelto di concludere il nostro percorso con una poesia dedicata alla libertà. Le sue parole ci ricordano che essere liberi non significa pensare solo a noi stessi, ma riconoscere e difendere la libertà degli altri senza rimanere indifferenti. Solo così è possibile costruire un mondo in cui le divisioni si riducono e le persone possono vivere insieme nel rispetto reciproco.
Sono libero quando dopo aver amato le cose e gli uomini essi restano più liberi e io meno schiavo.
Sono libero quando accetto le libertà degli altri.
Sono libero quando non credo nell’impossibile.
Sono libero quando non esiste un prezzo per la mia libertà.
Sono libero ogni volta che difendo con convinzione e nel rischio la libertà degli altri.
Sono libero quando viene rispettato il mio diritto di scegliere secondo coscienza. Sono libero quando ho vergogna della schiavitù del mio prossimo.
Sono libero quando accetto gli altri come sono e non come vorrei che fossero.
Sono libero quando riesco a convincere gli altri della mia verità senza vincerli né umiliarli.
Sono libero quando non mi rassegno a non esserlo.
Sono libero se amo essere libero.
Juan Arias














